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Home » Come Revocare la Delega sul Conto Corrente Bancario

Come Revocare la Delega sul Conto Corrente Bancario

Aggiornato il 19 Gennaio 2026 da Luca Polito

Indice

  • Che cos’è la delega sul conto corrente e che cosa permette di fare
  • La delega si può revocare? Sì, nella regola generale è revocabile
  • Quando conviene revocare: non serve aspettare che succeda qualcosa
  • Prepararsi alla revoca: capire quali poteri ha davvero il delegato
  • Come si revoca la delega in banca: forma, canali e prova della ricezione
  • Da quando è efficace la revoca: tempi tecnici e “finestra di rischio”
  • Carte, assegni, home banking e dispositivi: la revoca non è solo “togliere un nome”
  • Conto cointestato: cosa cambia se il conto ha più intestatari
  • Se il delegato ha già fatto operazioni discutibili: revoca e contestazioni non sono la stessa cosa
  • Se la banca non esegue o ritarda: come muoverti con reclamo e tutele
  • Un modello chiaro e pronto all’uso
  • Conclusioni

Dare una delega sul conto corrente è spesso un gesto di fiducia e di praticità. Lo fai perché vuoi che qualcuno paghi le bollette mentre sei all’estero, perché un genitore anziano ha bisogno di aiuto, perché in famiglia serve una seconda mano per la gestione quotidiana. Poi però le circostanze cambiano. Magari i rapporti si raffreddano, magari la persona delegata non ti serve più, magari vuoi semplicemente rimettere ordine e limitare i rischi. A quel punto nasce la domanda che conta: come revocare la delega sul conto corrente in modo efficace, rapido e soprattutto dimostrabile?

La buona notizia è che, nella normalità dei casi, la delega è revocabile. La parte delicata non è la teoria, ma la pratica: comunicare correttamente alla banca, ottenere la presa in carico, capire da quando la revoca produce effetti, gestire gli strumenti collegati e ridurre le “zone grigie” in cui il delegato potrebbe ancora operare. Qui sotto trovi una guida concreta, con taglio legale ma leggibile, per chi vuole risolvere un problema reale senza perdersi in formalismi.

Che cos’è la delega sul conto corrente e che cosa permette di fare

Quando parliamo di “delega sul conto corrente” di solito intendiamo la delega ad operare, cioè l’autorizzazione che l’intestatario del rapporto concede a un terzo per compiere determinate operazioni. La banca, in presenza di una delega valida, consente al delegato di disporre operazioni nei limiti dei poteri concessi. La delega può essere ampia, con facoltà di prelievo e disposizione, oppure più ristretta, per esempio limitata a versamenti o a specifiche operazioni.

Da un punto di vista giuridico, come spiegato nel dettaglio in questa guida sulla delega per operazioni bancarie pubblicata su Modellodelega.com da Luigi Posa, la delega ad operare si collega all’idea di mandato o rappresentanza: tu autorizzi un altro soggetto a compiere atti che producono effetti sul tuo rapporto bancario. In concreto, la banca esegue le disposizioni del delegato perché tu le hai consentite in anticipo, e questo spiega perché la revoca non è un capriccio ma uno strumento di controllo del rischio.

Qui conviene chiarire una cosa che spesso crea confusione. “Delega” e “procura” non sono sempre sinonimi. Alcune banche distinguono la delega operativa, conferita tramite moduli interni e valida per il rapporto specifico, da una procura, che può avere forma notarile e contenuti più ampi. Dal punto di vista pratico, però, il tuo obiettivo resta lo stesso: far cessare il potere del terzo di operare sul conto.

La delega si può revocare? Sì, nella regola generale è revocabile

Nella prassi bancaria la delega è normalmente revocabile in ogni momento, tramite comunicazione alla banca. È una regola di buon senso: se il potere nasce dalla tua volontà, può cessare quando la tua volontà cambia. Inoltre, sul piano civilistico, l’idea di base si ritrova nella disciplina del mandato, dove il mandante può revocare il mandato, salvo situazioni particolari legate a patti di irrevocabilità o a mandati conferiti anche nell’interesse di terzi. Nella vita quotidiana del conto corrente, queste eccezioni sono rare, ma è utile sapere che, se esistesse una clausola specifica nell’atto di delega, la banca potrebbe richiamarla.

La domanda che molte persone fanno, in modo più diretto, è: “Posso revocare la delega anche se il delegato non è d’accordo?”. Sì, perché il rapporto di delega nasce dalla tua scelta. La banca non ha bisogno del consenso del delegato per registrare la revoca, purché tu la presenti correttamente e la banca la riceva in modo formalmente valido.

Quando conviene revocare: non serve aspettare che succeda qualcosa

Molti arrivano alla revoca dopo un episodio spiacevole. Un prelievo non concordato, una spesa discutibile, un comportamento ambiguo. È umano. Ma non è necessario aspettare. Se la delega non serve più, revocarla è una forma di igiene finanziaria, un po’ come cambiare una password che hai condiviso troppo a lungo.

Ci sono situazioni in cui la revoca è particolarmente sensata anche senza “colpe” di nessuno. Pensa a una separazione, a un cambio di convivenza, a un trasferimento, o al semplice fatto che l’intestatario torna ad avere autonomia e non ha più bisogno di assistenza. Ti sembra eccessivo? Prova a vederla così: la delega è un potere operativo su un bene sensibile. Se non c’è più una ragione attuale, mantenerla è un rischio senza beneficio.

Prepararsi alla revoca: capire quali poteri ha davvero il delegato

Prima di revocare, devi capire che cosa stai revocando. Sembra un gioco di parole, ma è il punto che evita sorprese. La delega potrebbe includere operazioni allo sportello, uso di strumenti di pagamento, richiesta di assegni, e in alcuni casi operazioni più “forti” come la chiusura del conto, se previste dal testo firmato. L’ampiezza delle facoltà dipende da ciò che avete sottoscritto e da come la banca ha registrato i poteri.

Quindi, prima di muoverti, recupera la documentazione con cui hai conferito la delega. Se non ce l’hai, puoi chiederne copia alla banca. In termini pratici, se sai esattamente quali leve ha il delegato, puoi disinnescarle in modo completo. Se invece procedi “a intuito”, rischi di revocare la delega ma lasciare vivo qualche canale operativo collegato.

Come si revoca la delega in banca: forma, canali e prova della ricezione

La revoca va comunicata alla banca in forma che lasci traccia. Molte banche richiedono un modulo standard per conferire o modificare una delega, e spesso lo stesso modulo o una procedura analoga viene usata anche per la revoca. In pratica, puoi revocare in filiale firmando il modulo di revoca, oppure inviare una comunicazione scritta secondo i canali accettati dalla banca, spesso PEC o raccomandata, oppure tramite area riservata se la banca prevede una funzione specifica.

Il criterio guida è uno: vuoi poter dimostrare quando la banca ha ricevuto la revoca. Perché la revoca produce effetti nei rapporti con la banca da quando la banca ne ha conoscenza, cioè da quando la riceve e la registra. Se ti limiti a una telefonata, potresti anche risolvere, ma resti scoperto se domani nasce una contestazione.

Un aspetto che aiuta è scrivere una comunicazione essenziale, senza toni emotivi. Indichi i tuoi dati, il conto, i dati del delegato e dichiari che revochi con effetto immediato ogni potere di operare, chiedendo conferma scritta dell’avvenuta registrazione. Non stai facendo un romanzo, stai imponendo un cambio di stato al rapporto.

Da quando è efficace la revoca: tempi tecnici e “finestra di rischio”

Anche quando presenti la revoca, possono esserci tempi tecnici di registrazione, soprattutto se la banca deve aggiornare sistemi, abilitazioni di home banking, limiti e profili. Di solito l’operazione è rapida, ma non dare per scontato che sia istantanea su ogni canale. La filiale può registrare la revoca immediatamente, ma l’accesso remoto potrebbe richiedere allineamenti, e alcuni strumenti di pagamento potrebbero avere logiche proprie.

Che cosa fai, allora, se vuoi stare tranquillo subito? La soluzione più prudente è chiedere contestualmente alla banca di bloccare qualunque operatività del delegato e, se necessario, sospendere temporaneamente alcuni servizi fino a conferma della revoca. Non è sempre indispensabile, ma è utile se temi operazioni impulsive o se la situazione è conflittuale.

Qui una domanda retorica è più che legittima: vale la pena rischiare anche solo una singola disposizione in più, se puoi evitarlo con una richiesta chiara e tracciata?

Carte, assegni, home banking e dispositivi: la revoca non è solo “togliere un nome”

La revoca della delega incide sul potere di disporre, ma tu devi verificare anche gli strumenti pratici con cui il delegato opera. Se il delegato ha una carta collegata al conto o un accesso digitale dedicato, la banca deve disabilitarli. In molte realtà, la carta intestata al delegato viene revocata o bloccata e le credenziali vengono disattivate, ma non affidarti alla speranza: chiedi esplicitamente come vengono gestiti gli strumenti.

Se il delegato disponeva assegni, conviene verificare con la banca la situazione del carnet e l’eventuale necessità di revoca o sostituzione di moduli. Non perché l’assegno sia il mezzo più comune oggi, ma perché, quando c’è, crea conseguenze reali.

In questa fase, mantieni coerenza terminologica e operativa: tu stai revocando la delega ad operare e stai chiedendo alla banca di allineare tutti i canali operativi a quella revoca. Se resti generico, la banca potrebbe limitarsi a registrare la revoca a sistema ma lasciare attivo qualcosa per inerzia. Non per malizia, per procedure.

Conto cointestato: cosa cambia se il conto ha più intestatari

Sui conti cointestati entra una variabile delicata: chi ha conferito la delega? Spesso la delega viene firmata da tutti i cointestatari, perché la banca vuole la volontà congiunta. In molti casi, però, la revoca viene gestita in modo diverso a seconda di come il conto è regolato e di come l’atto di delega è stato redatto.

Sul piano civilistico esiste anche una regola sul mandato conferito da più persone con unico atto e per un affare d’interesse comune, che può rendere necessaria la volontà di tutti per la revoca, salvo giusta causa. Non è una regola che si applica automaticamente a qualunque delega bancaria, ma spiega perché, in alcuni casi, la banca può chiedere firme congiunte o approfondimenti.

La soluzione operativa, quando il conto è cointestato, è impostare la revoca in modo quanto più “pulito” possibile, coinvolgendo l’altro cointestatario quando è realistico farlo. Se invece c’è conflitto, muoviti comunque con comunicazione tracciata e chiedi alla banca indicazioni formali su come rendere efficace la revoca in base al contratto.

Se il delegato ha già fatto operazioni discutibili: revoca e contestazioni non sono la stessa cosa

Revocare la delega blocca il futuro. Ma se il problema è il passato, serve un passaggio ulteriore. Se ritieni che il delegato abbia operato oltre i poteri concessi o abbia fatto operazioni non autorizzate rispetto ai vostri accordi interni, devi distinguere tra rapporto interno e rapporto con la banca.

Verso la banca, nella maggior parte dei casi, se esisteva una delega valida e le operazioni rientravano nei poteri conferiti, la banca tende a considerarle autorizzate. Le controversie spesso si spostano sul piano dei rapporti tra delegante e delegato. Questo non significa che tu sia senza rimedi. Significa che devi scegliere lo strumento corretto: reclamo alla banca se contesti condotte dell’intermediario, azione verso il delegato se contesti l’uso distorto del potere nel rapporto interno, e in certi casi ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario se ci sono profili bancari rilevanti. La revoca, da sola, non riscrive la storia.

Se la banca non esegue o ritarda: come muoverti con reclamo e tutele

Se presenti una revoca e noti che il delegato riesce ancora a operare, o se la banca non ti dà conferma, non restare in attesa sperando che “si sistemi da solo”. Chiedi subito riscontro scritto e, se necessario, presenta un reclamo formale all’intermediario. È il modo più efficace per far emergere la questione in modo tracciabile.

In generale, quando si discute di deleghe, revoche e operatività, la banca viene valutata in base a ciò che risultava formalmente conferito e formalmente revocato, oltre che alle regole di diligenza dell’intermediario. Se la banca ha ricevuto la revoca e non l’ha implementata, il tema diventa serio. Se invece la revoca non è mai arrivata in modo provabile, la tua posizione è più debole. Ecco perché la prova di consegna o ricezione è un pezzo centrale della strategia.

Un modello chiaro e pronto all’uso

Puoi usare un testo simile, adattandolo al tuo caso, mantenendo un tono sobrio e una richiesta netta.

“Spett.le [Nome Banca], io sottoscritto/a [Nome Cognome], codice fiscale [***], intestatario/a del conto corrente n. [***] presso la Vostra filiale di [***], con la presente revoco con effetto immediato la delega ad operare sul predetto conto corrente conferita al/alla Sig./Sig.ra [Nome Cognome delegato], nato/a a [***] il [***], codice fiscale [***]. Chiedo che la revoca venga registrata senza ritardo su tutti i canali operativi, inclusi sportello e servizi digitali, e che vengano disabilitati eventuali strumenti di pagamento o credenziali rilasciati al delegato in relazione al conto. Richiedo conferma scritta dell’avvenuta presa in carico e dell’effettiva revoca, indicando data e ora di efficacia nei Vostri sistemi. Allego copia del mio documento di identità. Distinti saluti.”

Questo testo funziona perché non lascia spazi interpretativi. Non entra nel merito dei motivi, che spesso non servono. Si concentra su effetto, identificazione e richiesta di conferma.

Conclusioni

Revocare la delega sul conto corrente non è un atto aggressivo. È un atto di controllo. Nella regola generale, la delega è revocabile con comunicazione scritta alla banca, e la banca deve adeguare l’operatività del rapporto a quella revoca. La differenza tra una revoca “fatta” e una revoca “fatta bene” sta nella prova della ricezione, nella completezza dell’allineamento su carte e canali digitali, e nella capacità di ridurre la finestra di rischio.

Luca Polito

Luca Polito è un esperto del settore bancario che ha dedicato la sua carriera a una vasta gamma di servizi finanziari. Come operatore di sportello, Luca ha maturato una profonda conoscenza pratica delle operazioni di cassa, che spaziano da prelievi e versamenti, al cambio assegni, alla gestione dei bonifici, nonché alla predisposizione dei RID.
Sul suo sito, Luca condivide la sua esperienza e competenza con una serie di guide dettagliate che coprono tutti gli aspetti delle operazioni e dei servizi bancari. La sua profonda conoscenza del settore e la sua capacità di spiegare concetti complessi in termini semplici e comprensibili rendono le sue guide una risorsa preziosa per chiunque cerchi di capire il mondo della banca e dei servizi finanziari.

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